Carlo Alberto Pisani Dossi

Il conte Carlo Alberto Pisani Dossi nacque a Zenevredo nell'Oltrepò pavese nel 1849: suo padre Giuseppe era un ingegnere patrizio pavese, la madre  Ida Quinterio apparteneva invece alla nobiltà lodigiana.
Compì gli studi classici a Milano, poi frequentò la facoltà di giurisprudenza a Pavia dove si laureò nel 1871. Giovanissimo,  compone epigrammi, poemi, pièces teatrali; nel 1866 inizia una  collaborazione letteraria  con Luigi Perelli con il quale, nel 1867, fonda la rivista "La Palestra letteraria artistica e scientifica", punto d'incontro dei giovani scapigliati milanesi. Tra il 1868 e il 1870, frequenta il meglio della Scapigliatura lombarda (tra gli altri, lo scultore Giuseppe Grandi, i pittori Luigi Conconi, Daniele Ranzoni e Tranquillo Cremona) e  pubblica "L'Altrieri" e "Vita di Alberto Pisani Dossi". Dopo il '70, si trasferisce a Roma ed inizia la carriera diplomatica presso il Ministero degli  Affari Esteri. Capo di gabinetto della Consulta nel governo Crispi, si  occupa dell'organizzazione del servizio coloniale e molto probabilmente conia il nome di Eritrea, in sostituzione di quello di "Nuova Etiopia", per i possedimenti italiani del Mar Rosso. In questi anni intanto continua a scrivere, pubblicando tra l'altro: "Ritratti umani, dal calamaio di un medico" (1873), "La Colonia Felice-Utopia" (1874), "La desinenza in A" (1878), "Gocce d'inchiostro" (1880), "Amori" (1887). Nel 1891 alla caduta di Crispi, viene mandato in Colombia come console generale e ministro plenipotenziario; poco prima di partire, il 14 gennaio 1892 sposa la corbettese Carlotta Borsani. Dopo la sconfitta di Crispi alle elezioni del 1895, Dossi chiede di essere destinato ad Atene, dove riceve la visita di Gabriele D'Annunzio. Alla fine di aprile del 1896, torna in Italia e si stabilisce a Corbetta nella casa della moglie, mentre attende alla costruzione della villa del Dosso, vicino a Como.
Questi ultimi anni della sua vita sono caratterizzati dalla passione archeologica che lo portano a creare a Corbetta il Museo Pisani Dossi in cui custodisce, minuziosamente catalogati, i reperti raccolti in Colombia, in Grecia e a Roma, insieme a quelli scavati direttamente nei dintorni di Corbetta,  ed in particolare alla Scamozzina di Verdesiacum (Albairate).
Nel 1905 pubblica "Ona famiglia de Cilapponi", commedia in dialetto composta con Perelli e nel 1906 la sua ultima opera "Fricassea critica di arte, storia e letteratura". Muore  al Dosso, il 16 novembre 1910.  E' sepolto a Corbetta.
Lascia inedite  le "Note Azzurre" (pubblicate per la prima volta nel 1912), zibaldone di glosse epensieri, citazioni, appunti, aforismi, a metà strada tra dizionario e autobiografia,  che ci restituisce l'immagine più autentica della poliedrica ed inquieta personalità di Carlo Alberto Pisani Dossi.

Le informazioni sono tratte da:

La Collegiata di San Vittore in Corbetta nel centenario della consacrazione 1891 - 1991
testi di Luciano Prada, Daniela Rimonta, Francesco Prina,  Parrocchia prepositurale di San Vittore Martire in Corbetta, 1992 - 726.094521 COR

L'altrieri. Nero su bianco
Carlo Dossi, Garzanti, 1993 - 853 DOS

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